ANNIBALE GUARAGNA
Scritto da Renato Ferrais   
Martedì 21 Gennaio 2014 15:55
RICORDIAMO ANNIBALE GUARAGNA
sottotenente del 6° Alpini Battaglione Valbrenta 263° compagnia 4° plotone medaglia d’argento V.M.
 "Comandante di plotone,visto il minaccioso avanzarsi del nemico,di sua iniziativa ordinava il contrattacco.
Ferito al cuore,incitava morendo i suoi soldati a slanciarsi sul nemico"
Cima Cauriol,3 settembre 1916
fotoguaragna
Lo spunto per questa storia è venuto con l’annuale visita al cimitero di Saronno, quando ricordiamo i nostri soci Alpini che sono andati avanti.
Tra i tanti episodi legati ai volti noti che non sono più con noi, sono rimasto colpito da una vicenda umana che risale ormai a quasi un secolo fa e che si è svolta in luoghi che conosco bene per averli frequentati in diverse occasioni.
Nel ripercorrere questi eventi ho avuto modo di trovare parecchi riscontri a quanto già conoscevo della Grande Storia, in questo caso con protagonista un Alpino saronnese: Guaragna Annibale di Luigi,come si trova scritto nellasua scheda anagrafica del tempo,classe 1890,nativo diErba ma poi vissuto a Saronno,sottotenente della 263°compagnia del Val Brenta.
Nel 1916, secondo anno di guerra,si trovava sul fronte dei
Lagorai e successivamente sul Cauriol, dove ha messole scarpe al sole: è stato uno dei 183 nostri concittadini che non è tornato dalla grande guerra.
Una ricerca sul web e sui testi della nostra biblioteca alpina ci consente di
conoscere gli episodi salienti della sua vita in grigioverde fino all’epilogo sul Cauriol.La sua conquista, da parte del Feltre, è una delle vicende
più conosciute e gloriose della storia alpina, quasi leggen-
da; ora sappiamo che è legata anche alla sorte del tenenteGuaragna.
Volontario,ufficiale di complemento,comandava il 4°plotone: i suoi Alpini erano tutti veci della provincia diVicenza. Contadini,muratori,alcuni già padri di famiglia
perché il battaglione era composto dalle classi anzianeancora abili ai servizi di prima linea.La sua compagnia, insieme alle altre, prese il posto delFeltre sulla cima del Cauriol dopo la sua conquista del 27 agosto del 1916; la sistemazione era precaria, non c’erastato il tempo di stendere reticolati e scavare postazioni
protette per reggere al previsto ritorno degli austriaci, chesi scatenò pochi giorni dopo. Dopo un primo bombardamento di preparazione il giorno 2 settembre, il giorno successivo alle 7.00 tutti i grossi calibri da 240 e il 305 piazzato presso Ziano di Fiemme aprirono il fuoco sul Cauriol e per tre ore scatenarono sui
difensori un inferno di ferro e di fuoco. Le cronache ci dicono che quando il tiro cessò e gli assalitori cominciaro- no a salire, sul monte regnava il silenzio, sembrava non esserci più nessuno in vita dei difensori.Invece, all’improvviso, alla vista del nemico gli Alpini si levarono dei loro precari ripari con le armi in pugno, decisi a resistere. Il combattimento fu cruentissimo; prima fu il turno delle mitragliatrici, poi il lancio di bombe a mano,sassi,picconi tutto che quello che era a portata di mano. Infine il corpo a corpo, alla baionetta e con i calci dei fucili; con due contrattacchi che respinsero il nemico. in uno di questi il sottotenente Guaragna venne colpito e perse così la vita, insieme a lui altri 32 Alpini e quasi
duecento i feriti. La battaglia era finita; gli Alpini lasciarono il Cauriol solo dopo Caporetto, quando l’esercito italiano ripiegò sul Grappa. I caduti della 263° compagnia, con i loro ufficiali Guaragna e Giuntoli,trovarono sistemazione nel cimiterino di Malga Sorgazza, ancora esistente e recentemente restaurato dalla Sovrintendenza dei Beni Architettonici della Provincia di Trento. Chi scrive ci è passato davanti tante volte, senza sapere allora la storia del tenente Guaragna, perché si trova all’inizio del sentiero che conduce a Cima d’Asta, meta frequente delle vacanze estive dei ragazzi dell’Oratorio maschile di via Legnani, che soggiorna ogni anno al Passo del Brocon. Poi successivamente, con la progressiva soppressione deitanti cimiteri di guerra, i poveri resti vengono portati prima Pieve Tesino, poi a Borgo Valsugana e infine nel 1935 nell’ossario di Trento,dove si trovano tuttora. Nel nostro cimitero c’è la tomba dei genitori e sulla lapide una frase ricorda il figlio caduto sul Cauriol. Saronno gli ha dedicato una via e la patria la medagliad’argento al valor militare. Piccola curiosità: per un proba- bile errore di trascrizione dei dati, non infrequente nel caso dei caduti in guerra, la data di morte è diventata il 13 settembre sull’elenco dei caduti 15-18 al cimitero e sulla targa posta all’inizio della strada.Tanti anni dopo, nel 1982, il battaglione Val Brenta tornò
sul Cauriol. Il comandante di allora, tenente.colonnello Rigon, fece svolgere dal reparto attività addestrativa nella zone dei Lagorai in occasione del centenario di fondazione del reparto. Per celebrare questo anniversario, venne fusa
una lapide nel bronzo: del peso di trenta chili fu portata a turno dagli alpini fino alla cima del monte e qui murata. Da allora ricorda i caduti con queste parole: “1882 – 1982 agli eroici Alpini del Val Brenta che su questa cima meritarono una medaglia di argento alla gloriosa bandiera del  battaglione” e il presentat’arm suggellò il passaggio di consegne tra i gloriosi veci e i bocia del battaglione.
Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Novembre 2015 19:54