IL PELLEGRINO DI SILLIAN
Scritto da Renato Ferrais   
Sabato 12 Dicembre 2015 08:03
IL PELLEGRINO DI SILLIAN - ( Monte Arnese/Hornischegg- Quota 2550 mt valle di Sesto Pusteria )
TESTO SCRITTO DA LUIGI PAINI ( che ne permette la pubblicazione)
PUBBLICATO DA RENATO FERRAIS
Sillian01
Durante la mia permanenza al Btg. Val Brenta a San Candido, dopo la mia nomina aS.Tenente, ho trascorso quattro mesi in ordine pubblico. Per chi non fosse a conoscenza, significa controllare una definita lunghezza di confine con l'Austria, in un rifugio, che nel mio caso era a 2550 mt, posto quindici mt, sotto la cima del monte Arnese ( Hornischegg ).
Lo scopo era quello di impedire che i terroristi Sud Tirolesi potessero sconfinare per compiere danni in Italia. Per questo servizio era stato ristrutturato un vecchio rifugio costruito su quel monte durante il periodo fascista.
L'organico era composto da un ufficiale da un sottufficiale A.U.C da un brigadiere dei carabinieri ( rappresentava la legge ) e da venticinque alpini. Con questo organico si pattugliava il confine alla destra e alla ssinistra del rifugio.
La fascia di confine tra il termine del bosco di conifere e la sommita' dei monti era cosparsa di cartelli che invitavano eventuali turisti ad allontanarsi, perche' si trattava di luogo particolarmente pericoloso. Purtroppo questi cartelli erano scritti in tedesco e molti turisti inglesi e francesi si avventuravano nella zona di nostra pertinenza costrigendoci a fermarli per la richiesta dei documenti di identita', provocando qualche spavento ed imbarazzo.
E' noto che a quelle altezze il tempo si manifesta con variabilita' continue specialmente nelle prime ore del mattino. L'episodio che raccontero' si sviluppa appunto durante queste ore. Due alpini erano appostati dalle 6 del mattino in prossimita' di una sella a destra del rifugio ed il fondo valle era coperto, in territorio austriaco, dalle tipiche nebbie mattutine che lo rendevano lattiginoso. Man mano che il sole si alza, riscaldava quella nebbia e lentamente questa si scioglieva nell'aria rischarando la valle. A volte, invece, si formavano nuvole che interrompevano la visibilita' dei sentieri che salgono dall'Austria, in modo discontinuo.
Alle nove vengo avvertito dai due alpini che un'ombra sale dal paese di Sillian ( in Austria ), emergendo e scomparendo attraverso le nuvole e la nebbia, in modo sospetto. Ho cercato di convincere una coppia di alpini a lasciare trscorrere ancora qualche minuto e poi, eventualmente, di richiamarmi ancora via radio. Infatti, dopo circa quindici minuti, mi richiamano in modo netto a causa della scarsa visibilita'. Ormai stava avvicinandosi alla linea di confine e i due alpini mostravano segni di nervosismo. Uno dei due voleva addirittura spsrargli senza troppi sofismi.
Il clima era molto teso perche' due settimane prima erano stati uccisi due carabinieri nel paese sottostante di Sesto Pusteria distante circa un km, dal rifugio dove eravamo noi.
A questo punto, conoscendo quell'alpino e dal tono della voce, mi sono reso conto che non potevo lasciare la situazione in mano a loro. Ho dato ordine di scendere verso la valle e di appostarsi per dendere un'imboscata al sospatto elemento in territorio italiano di almeno due - trecento metri.
Lo scopo era anche quello di temporeggiare quel tanto che bastava per potrli raggiungere. Infatti, dopo una corsa forsennata di trenta minuti, mi sono portato vicino a loro quando il nervosismo e l'impazienza avevano raggiunto livelli pericolosi. Dopo circa trenta minuti questa figura che camminava tra le nuvole finalmente si mostro' interessante anche per merito di un improvviso colpo di vento, a circa cento metri da noi. Questo fantasma non era altro che un cittadino austriaco di circa ottant'anni con un bastone ed un mazzo di fiori nell'altra mano che saliva ciondolando a destra e a sinistra sul ripido sentiero. Vista la situazione, con discrezione uscimmo da dietro la roccia andandogli incontro, mettendo il fucile a tracollo per non spaventarlo. Dopo averl fermato, gli chiedemmo che intenzione avesse, perche' era piuttosto strano vedere una persona di quell'eta' andarsene in giro per i monti con un mazzo di fiori. Con un italiano stentato ed a gesti ci disse che intendeva portare quel mazzo di fiori sulle tombe di suoi quattro amici poste in territorio italiano.
Infatti durante le mie ispezzioni avevo visto queste quattro tombe con lapide in pietra ed i nomi tedeschi di questi quattro militari morti durante la prima guerra mondiale. Questi quattro sventurati e vittime di una delle tante tragiche quanto inutili guerre, erano suoi amici ed ogni anno saliva per questo scopo. Lo accompagnammo aiutandolo a liberare questo piccolo cimiterondalla vegetazione. Almeno questi quattro poveri soldati hanno avuto fortuna d'avere un amico che si ricorda ancora di loro e di riposare in pace davanti al gruppo del popera, Tre Scarperi e tre Cime di Lavaredo, monti ineguagliabile valore bellezza. Al termine gli ofrimmo da bere, con pane e cioccolato; era visibilmente emozionato e commosso. Per un nobile atto d'affetto, aveva rischiato di prendersi una fucilata, ma ora le cose sono cambiate: i turisti possono infatti godere di queste bellezze senza pericoli di questo genero.
Paini Luigi
Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Febbraio 2017 20:56