CAMPAGNE DI GUERRA E FATTI D’ARME
Scritto da Renato Ferrais   
Lunedì 08 Febbraio 2010 10:05

Per ritrovare in vita il battaglione alpini VAL BRENTA si devette giungere alla vigilia della partecipazione dell'ITALIA alla prima guerra mondiale ad alla conseguente attuazione delle predisposizioni di mobilitazione previste dall'ordinamento  del 1887.

Tra il 5 ed il 30 gennaio 1915, furono costituiti dai magazzini dei battaglioni permanenti, i quadridei battaglioni di Milizia Territoriale previsti dall'ordinamento sudetto e chiamati battaglioni VALLE

 

Con il richiamo alle armi delle terze categorie delle classi dal 1891 al 1894, il 15 febbraio 1915 venne ricostituito in BASSANO

DEL GRAPPA il battaglione VAL BRENTA con la 262^ e la 263^ compagnia. L'organico del battaglione fu poi completato dalla 274^ compagnia il 15 dicembre 1916. Dalla sua formazione fino a tutto 1'8 maggio attese alle istruzioni delle terze categorie, alla istruzione degli Ufficiali e della truppa in genere. Ai primi di maggio iniziò la costituzione delle salmerie; in data 20 maggio ebbe ordine per la costituzione della Sezione mitragliatrici.mitragliatoreIl 9 maggio, nell'imminenza dell'apertura delle ostilità, il VAL BRENTA fu destinato nella zona di ASIAGO dove, il 30 maggio 1915, partecipò alla sua prima operazione di guerra contro i presidi nemici di MARCAI DI SOPRA, MARCAI DI SOTTO, VEZZENA, COSTESIN. IL 24 agosto fu nuovamente impegnato nell'attacco a CIMA VEZZENA, ma la violenza e la precisione del fuoco avversario lo costrinsero a ripiegare sulle basi di partenza.
Il 20 ottobre, dopo cinque mesi di trincea, si riordinò a STRIGNO da dove proseguì per la VAL MASO, alle dipendenze della Brigata VENEZIA. Trasferito poi a PIEVE TESINO e successivamente a BORGO VALSUGANA ed a RONCEGNO, dal 2 al 18 febbraio 1916 diede il cambio al FELTRE in prima linea.
Il 19 febbraio fu nuovamente inviato a PIEVE TESINO ed il giorno successivo tornò in trincea in zona di FORCELLA MAGNA e CIMA D'ASTA per sostituire i fanti del 98° battaglione di Milizia Territoriale. Sulle posizioni di Col S.GIOVANNI, PASSO CINQUE CROCI e FORCELLA MAGNA, dalla metà di maggio, il VAL BRENTA fu sottoposto a violento fuoco e sostenne, passando poi al contrattacco, l'urto di ingenti forze nemiche impegnate nella ben nota offensiva "Strafexpedi tion" . Ricevuto il cambio dal FELTRE il 30 giugno, dopo solo tre giorni tornò in linea tra CIMA RAVETTA e MONTE CIMA rilevando il battaglione MONTE ROSA.
Tra la fine di luglio e la metà di agosto la 263^ compagnia venne inizialmente distaccata a
GARDELLIN con il compito di sbarrare la VAL CIA, mentre il battaglione si trasferì a CAORIA, alle dipendenze del Nucleo Ferràri, destinato ad una azione nel settore compreso tra FORCELLA CECE e FORCELLA VALMAGGIORE.
Dal 23 al 26 agosto il fronte tenuto dal VAL BRENTA fu teatro di aspri combattimenti. Il nemico tentò di vanificare i preparativi dell'operazione attaccando ed occupando, il mattino del 23, alcune nostre posizioni. La reazione del battaglione fu immediata: con azione di sorpresa mosse all'attacco di CIMA CECE e della vicina quota 1704, subito ostacolato dalla salda resistenza avversaria. Nei due giorni successivi reiterò più volte l'azione in tutto il settore e, la notte sul 26, con un'ardita scalata del plotone esploratori, riuscì a conquistare CIMA CECE ed a mantenerla per breve tempo.
La violenta reazione nemica e soprattutto il tiro preciso ed incrociato di mitragliatrici e fucileria costrinsero infatti gli alpini a ripiegare, tra gravi difficoltà, sulle posizioni di partenza. Il 29 agosto il VAL BRENTA scese a CAORIA da dove proseguì subito per il MONTE CAURIOL rilevandovi, nella sera del l° settembre, il FELTRE.
Il 3 settembre, precedute da un furioso bombardamento, ingenti forze attaccarono le nostre precarie  difese, ma vennero respinte con ogni mezzo, a prezzo di notevoli perdite. Per altre due volte il nemico rinnovò gli sforzi verso la selletta Sud-Ovest del CAURIOL e per due volte gli alpini del VAL BRENTA,  annidati in ogni anfratto della roccia, lo respinsero con la baionetta, costringendolo ad un disordinato ripiegamento sotto il fuoco delle mitragliatrici e della fucileria. Il battaglione, che in due giorni perse sette Ufficiali e duecentocinquanta alpini, meritò la citazione sul Bollettino di Guerra del Comando Supremo. Per l'eroica resistenza gli venne inoltre conferita la Medaglia d'Argento al valor militare. Il 5 settembre, i superstiti ricevettero il cambio dal battaglione VAL CISMON ed il giorno successivo raggiunsero MALGA SORGAZZA dove, con l'arrivo di nuovi quadri e complementi, riorganizzarono i reparti. Il 30 settembre il battaglione si schierò nuovamente a presidio di FORCELLA MAGNA da dove, il 21 ottobre, mosse alla volta di TEZZE VALSUGANA, destinato ad un'operazione contro l'ORTIGARA. Ai primi di dicembre, sospesa la progettata azione, tornò a FORCELLA MAGNA e, il 15 dicembre 1916, completò il suo organico con l'assegnazione della 274^ compagnia.
Per i dieci mesi successivi l'attività del reparto fu caratterizzata dall'esecuzione di importanti lavori, da ardite azioni di pattugliamento e da qualche attacco dimostrativo. In seguito alla rottura del fronte a CAPORETTO ed al conseguente arretramento delle nostre posizioni alla linea del PIAVE e del GRAPPA, il VAL BRENTA ricevette l'incarico di proteggere la ritirata dei reparti schierati sulle ALPI DI FASSA. Dal 6 al 13 novembre mosse per PASSO BROCON, LAMON, FRASSENE' e raggiunse CISMON DEL GRAPPA, da dove subito ripartì per salire, il 17, sul MONTE GRAPPA. Posto alle dipendenze della Brigata AOSTA, tutto il battaglione si schierò sul COL DELLA BERRETTA, resistendo ai primi tentativi degli Austriaci che, con forze sempre maggiori, miravano ad espugnare le nostre posizioni. Tra il 23 ed il 26 novembre, il nemico 'sferrò ripetuti violenti attacchi, sostenuti da intenso fuoco di artiglieria e mitragliatrici, riuscendo ad impossessarsi di alcuni elementi di trincea. Tuttavia gli alpini, ed i fanti del 6° e del 94° fanteria, resistettero eroicamente e con fulmineo contrattacco ristabilirono la situazione infliggendo all'avversario notevoli perdite e catturando numerosi prigionieri. Il valore dimostrato dal battaglione venne per la seconda volta sancito dal Bollettino di Guerra del Comando Supremo. Nei tre mesi successivi, dopo un meritato periodo di riposo e di riordinamento dei reparti, il VAL BRENTA venne impiegato in attività addestrati ve e di lavoro. Il 24 febbraio 1918, per ferrovia, fu trasferito in alta VAL CAMONICA, alle dipendenze della 5^Divisione, e dal 1 marzo tornò in trincea nella zona di PASSO TONALE, sulle pendici Sud di CIMA CADY. Il 25 e 26 maggio concorse efficacemente alla conquista di CIMA PRESENA e della CRESTA DEL MONTICELLO, lasciandovi poi il plotone arditi a presidio. Fino al termine del conflitto rimase sulle trincee del TONALE e di CIMA CADY svolgendo azioni dimostrative e di pattugliamento. L'anno successivo, il battaglione VAL BRENTA, rimane in ALTO ADIGE, con il compito di presidiare varie zone (LANA, NALLES, TESIMO). 1125 giugno 1919 il battaglione raggiunse BOLZANO dove svolse i servizi di presidio. Verso la fine dell'anno si spostò a MERANO; 'il 1° febbraio 1920 venne trasferito nell'ALTA VAL VENOSTA e in zona di armistizio. Nel periodo in cui il battaglione VAL BRENTA fu in ALTO ADIGE gli vennero assegnati, per scontarvi una specie di quarantena, i militari espulsi o fuggiti da FIUME, allora occupata dai legionari di GABRIELE D'ANNUNZIO. Il 30 aprile il battaglione alpini VAL BRENTA si sciolse e gli elementi di esso andarono al battaglione BASSANO. Nell'ultima decade di agosto dell'anno 1939, la tensione internazionale, improvvisamente aggravatasi, impose la mobilitazione e la conseguente costituzione dei trenta battaglioni VALLE previsti dall'ordinamento di guerra. Di conseguenza il battaglione alpini VAL BRENTA venne ricostituito il 27 agosto del 1939 ed inserito nel raggruppamento alpini LEVANNA alle dipendenze della 4^ Armata. Dal 10 al 25 giugno, partecipò alle operazioni sul Fronte Occidentale, nel settore operativo BALTEA-ORCO-STURE. Intervenuto il 25 giugno l'armistizio, il battaglione tornò alla sede, per essere, il 31 ottobre dell'anno 1940, nuovamente disciolto.
Nell'immediato dopoguerra, nel quadro della riorganizzazione dell'Esercito Italiano furono costituiti i primi reparti di fanteria da posizione destinati a presidiare le opere della fortificazione permanente allestite, verso la fine degli anni trenta, lungo la frontiera Nord-Orientale. Nel 1952 il 21° battaglione da posizione dislocato in ALTO ADIGE diede vita al 21° e 22° raggruppamento di frontiera, aventi la loro sede rispettivamente a BRUNICO e MERANO alle dipendenze del neo costituito IV Corpo d'Armata. Successivamente, il 1° gennaio 1957, i raggruppamenti di frontiera, già passati alle dipendenze delle Brigate Alpine, si trasformarono in raggruppamenti alpini da posizione; dal 10 settembre 1957 i gruppi sbarramenti assunsero la denominazione di battaglione e gli sbarramenti quella di compagnia. I fanti di frontiera che portavano sul cappello alpino il fregio della fanteria con i fucili incrociati e la fiamma diritta divennero alpini con il tondino rosso anzichè grigioverde e la nappina verde con contorno rosso. Da quel momento i battaglioni da posizione, come gli altri battaglioni alpini, ricevettero le reclute dalle zone di reclutamento alpino. Tra il 1962 e il 1964, successivi riordinamenti completarono la Il 1° gennaio 1963 assunsero la denominazione di alpini d'arresto. Il 1° luglio 1963 ai battaglioni alpini d'arresto, che erano contraddistinti da numeri romani, furono attribuiti i nomi di alcuni battaglioni VALLE che avevano dato il loro contributo di valore e di sangue sui fronti della prima e seconda guerra mondiale. Il 19° battaglione, dislocato nell'alta VAL PIAVE, alle dipendenze della Brigata Alpina CADORE, assunse la denominazione di VAL CISMON. Il 29° e 30° battaglione del 22° raggruppamento alpini d'arresto, dislocati in VALLE ISARCO e VAL VENOSTA, alle dipendenze della Brigata Alpina OROBICA, divennero rispettivamente VAL CHIESE e VAL CAMONICA. Il 23°, 24° e 25° battaglione del 21° raggruppamento alpini d'arresto, dislocati in VAL PUSTERIA alle dipendenze della Brigata Alpina TRIDENTINA, divennero rispettivamente VAL BRENTA, VAL D'ADIGE e VAL LEOGRA. Sul cappello degli alpini d'arresto scomparvero le nappine bordate di rosso, sostituite con le nappine tradizionali dei battaglioni VALLE. Il 30 giugno 1964, con lo scioglimento dei raggruppamenti alpini d'arresto, rimasero in vita i battaglioni VAL CISMON con sede a S.STEFANO DI CADORE, VAL BRENTA a S.CANDIDO e VAL CHIESE a VIPITENO, alle rispettive dipendenze delle Brigate Alpine CADORE, TRIDENTINA e OROBICA. Questi tre battaglioni, che già da anni erano impegnati anche nella lotta contro il terrorismo in Alto Adige, estesero la loro responsabilità ai settori difensivi dei reparti disciolti, da PASSO RESIA all'ALTO CADORE. Con un processo di trasformazione iniziato nel 1957, agli originari fanti da posizione, eredi della guardia alla frontiera, fu definitivamente attribuita l'attuale fisionomia di alpini. L'attività addestrativa ed operativa, sia pure polarizzata attorno alle opere della fortificazione permanente e, per dieci lunghi anni, al servizio di ordine pubblico, assunse caratteristiche analoghe quelle dei battaglioni alpini. Il 1° ottobre 1975, il battaglione d'Arresto VAL BRENTA, ad eccezione della 262^ compagnia, venne trasferito dalla caserma DRUSO di S.CANDIDO alla caserma DE COBELLI di BRUNICO, già sede del 6° reggimento alpini, sciolto il 30 settembre in seguito alla ristrutturazjone dell'Esercito. Il 1° novembre 1976, la 264^ compagnia e gli sbarramenti del disciolto VAL CISMON, passarono alle dipendenze del VAL BRENTA. Con lo scioglimento anche della 264^ compagnia, il 30 giugno 1979, la 262^ compagnia alpini d'arresto, rimasta nella caserma DRUSO di S.CANDIDO, assunse la denominazione di VAL CISMON per conservare in vita il nome di quel glorioso battaglione. Nella stessa data venne sciolto il battaglione alpini d'arresto VAL CHIESE. Dal giorno successivo, 1 luglio 1979, la 253^ compagnia, unica rimasta in vita, e gli sbarramenti del disciolto battaglione passarono alle dipendenze del VAL BRENTA. In seguito a questi ultimi provvedimenti,il battaglione assunse il seguente ordinamento:
- Comando battaglione e compagnia comando e servizi, nella caserma DE COBELLI di BRUNICO;
- 253^ compagnia VAL CHIESE, nella caserma PSARO di VIPITENO;
- 262^ compagnia VAL CISMON, nella caserma DRUSO di S.CANDIDO.
Il 23 agosto 1986 il battaglione alpini d'arresto VAL BRENTA venne definitivamente sciolto.

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Gennaio 2013 17:05