Storia del Val Brenta
GRANDE GUERRA 1915--1918
Scritto da Renato Ferrais   

 

ALPINI DEL BTG VAL BRENTA

NELLA GRANDE GUERRA


Malga_SorgazzaII

CIMITERO MALGA SORGAZZA


Ultimo aggiornamento Sabato 08 Ottobre 2016 20:05
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IL MONUMENTO - ALL'ALPINO - DI - BRUNICO - TRA - STORIA E SENTIMENTI
Sabato 19 Gennaio 2013 16:32

Testo scritto dal Tenente Colonello alp a RP Romeo Pantalone

pubblicato da Renato Ferrais


MonumentoAlpinoBrunicoIl monumento all’alpino di Brunico per gli alpini e gli italiani è un simbolo. Rappresenta un soldato generoso, altruista, onesto e, all’occorrenza, eroico e sempre animato da grande umanità. Tutte doti  riconosciutegli, con ammirazione e rispetto, da alleati e nemici, in guerra ed in pace. L’alpino è nella storia, è più di una leggenda, non ha bisogno che se ne enumerino le gesta, ma  voglio accennarne alcune che dovrebbero convincere tutti, alpini e non alpini, italiani e tedeschi, compresi gli Schutznen, ad averne rispetto e, di più, a rendergli onore. Eretto nel 1938, alla presenza del Principe Umberto e della consorte Principessa Maria Josè, in onore della Divisione Pusteria, reduce dalla guerra d’Etiopia, che aveva per la prima volta annoverato nei propri ranghi giovani di lingua tedesca, ha subito un primo affronto nel settembre 1943, quando molti entusiasti nazisti di Brunico, procuratisi quattro biondi cavalli avelignesi, li agganciarono con delle corde al collo del manufatto e riuscirono “eroicamente” ad abbatterlo, tra il tripudio generale dei presenti, quale fosse un odiato dittatore, e sotto lo sguardo compiaciuto delle autorità tedesche. Ricostruito nel 1951 dall’ANA, in forma diversa, con una figura di alpino dall’atteggiamento sereno e disteso e disarmato, in marcia, senza palesi intenzioni aggressive, subì ancora l’onta di un attentato nel 1966. Ricostruito nel 1968, fu nuovamente abbattuto nel 1979. Di quel monumento, a futura memoria, è rimasto solo il busto, considerato, strumentalmente, da provocatori un relitto fascista! Non sto a parlare degli innumerevoli atti vandalici che il nostro monumento ha subito nel corso degli anni. Andrò, invece, ad  enunciare alcuni fatti, sacrosantamente veri, per cui quel simbolo merita rispetto ed onore. Siccome, però, qualcuno ha affermato che spesso la verità offende, preavverto che, con tali indiscutibili verità, non intendo assolutamente offendere qualcuno, ma spero solo che esse  facciano riflettere e convincano chi ignora la nostra storia o la conosce in maniera distorta. Per quei pochi italiani poi che, secondo qualcuno, sarebbero anch’essi stufi del monumento all’alpino di Brunico, avendo essi perso il valore della Patria, devo dire che, con tutto il dovuto rispetto che si deve ad ogni essere umano, nutro lo stesso identico, profondo sentimento di compassione che si deve a chi ha smarrito la fede in Dio.

- Quel monumento, rappresenta l’alpino Angelo Loschi e gli altri che sul Monte Paterno nel luglio del 1915, dopo aver sventato l’attacco dell’eroico Standschutzen e guida alpina Sepp Innherkofler di Sesto di Pusteria che con la sua pattuglia di Standshutzen e Kaiserschutzen tentava di sorprenderli per riconquistare quell’importante posizione, si sono calati nelle rocce sottostanti, lungo il camino Oppel, dove il suo corpo era precipitato a causa della reazione italiana e, incuranti di venirsi a trovare sotto il tiro delle mitragliatrici e dei cecchini nemici asserragliati nelle munitissime postazioni del Sasso di Sesto, ne recuperarono la salma, dandole cristiana sepoltura con tutti gli onori militari.

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Febbraio 2017 20:29
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CAPELLANO DON EMILIO ROSA.
Scritto da Renato Ferrais   
Giovedì 21 Agosto 2014 18:28
DON EMILIO ROSA CAPELLANO 
Ultimo aggiornamento Sabato 25 Ottobre 2014 19:03
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PIETRO MARTINELLI
Scritto da Renato Ferrais   
Lunedì 21 Luglio 2014 18:48
PIETRO MARTINELLI
MartinelliPietro
Pietro Martinelli, di Luigi ,Tenente alpini 262° compagnia Battaglione Valbrenta, nato a Gragnano di Capannori ( LU ) il 10/02/1893
morto sul Col Beretta il 23/11/1917 e decorato di M.A ( risulta anche un'altra M.A, per la battaglia del Cauriol del 3/09/1916.
Laureato ad honorem il 09/01/1919 in Medicina e Chirurgia ( Facolta di Medicina e Chirurgia ), Iscritto al v anno di corso ( 1916-17 )
Luogo di sepoltura: ossario del Monte Grappa, tomba n° 1361
Ultimo aggiornamento Sabato 25 Ottobre 2014 19:31
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LA NOSTRA STORIA - PARTE 2
Scritto da Renato Ferrais   
Sabato 19 Gennaio 2013 16:32

LA NOSTRA STORIA - PARTE 2 


VAL BRENTA

( 262°,263°e 274° Compagnia )

Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Ottobre 2015 20:12
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ANNIBALE GUARAGNA
Scritto da Renato Ferrais   
Martedì 21 Gennaio 2014 15:55
RICORDIAMO ANNIBALE GUARAGNA
sottotenente del 6° Alpini Battaglione Valbrenta 263° compagnia 4° plotone medaglia d’argento V.M.
 "Comandante di plotone,visto il minaccioso avanzarsi del nemico,di sua iniziativa ordinava il contrattacco.
Ferito al cuore,incitava morendo i suoi soldati a slanciarsi sul nemico"
Cima Cauriol,3 settembre 1916
fotoguaragna
Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Novembre 2015 19:54
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Capellano Don Amilcare Boccio
Scritto da Renato Ferrais   
Sabato 15 Marzo 2014 18:49

Don Amilcare Boccio, con  gli alpini del Val Brenta


" Capela'n, ch'el vegna con noialtri, che se el ghe lu no moremo!"

Mons_20Boccio_20def

Nella prima Guerra Mondiale ogni battaglione alpino aveva il suo capellano, il Val Brenta ne  ha avuti due:

Don Egidio Rosa e, dal novembre del 1916 al termine del conflitto, Don Amilcare Boccio. Don Amilcare, classe 1891 da Sale ( AL ) ordinato sacerdote nel 1914, ci ha lasciato alcuni ricordi della sua esperienza militare,

Nel 1919 diede alle stampe un libricino con la storia di guerra del Val Brenta, dedicato a tutti i reduci che " mi figurai di vedervi gia' maturi di eta', col capo incorniciato di bianchi capelli, circondati di numerosi nipoti e racontar loro le vicende della grandeguerra, magnificare le glorie del vostro Battaglione". In segno di umilta' l'autore non si cita nelle pagine iniziali del libro; solo alla fine, prendendo congedo,si firma con il vostro cappellano Don Amilcare Boccio. Poi, alla fine degli anni ' 70, un secondo libro di memorie personali, un diario 

ripreso da alcuni notes scritti in guerra e pubblicato per iniziateva del nipote, anch'egli sacerdote.

Dai suoi appunti quotidiani conosciamo le sue giornate di alpino e sacerdote;

la Messa quotidiana per i soldati, la pietosa sepoltura di un militare travolto da valanga l'inverno precedente, i dialoghi con i vari ufficiali, i lunghi mesi di presidio in seconda linea, la distribuzione delle medaglie al valore,

i contrasti con il maggiore comandante che non vede di buon occio il suo fervore religioso.

Descrive anche altri momenti piu' personali come l'incontro con un branco di camosci, il pranzo per la festa del

battaglione nel giorno della battaglia del Cauriol, l'ascolto di unpezzo della Tosca.

Poi la rotta di Caporetto e l'abbandono precipitoso di Forcella Magna, il rischio di cadere prigioniero come altri alpini del Val Brenta, infine la salvezza, salutata con le lacrime agli occhi. Segue il ripiegamento sul Grappa, a  Col della Beretta dove il battaglione subisce rilevanti perdite. Anche il capellano e' in prima linea e viene ferito. 

Passera' alcuni mesi in un ospedale di Busto arsizio e poi di Milano, guarira' e potra' rientrare al battaglione. nel

dopoguerra, ripensando a quei momenti ricordera' le parole che i suoi alpini gli dicevano: " Capela'n, ch'el vegna con noialtri, che se el ghe lu' no more'mo!". Dal marzo del ' 18 e' in zona Tonale: altri mesi di guerra fino

all'offensiva finale e alla fine della guerra. Il congedo arrivera' solo a luglio del 1919, quando termino' il periodo di presidio del Val Brenta a Lana presso Merano.

Per il valore dimostrato a Col della Beretta verra' decorato prima con la Croce di Guerra e poi con la      

Medaglia d'Argento

Nel dopoguerra sara' fondatore della congregazione delle Piccole Figlie de Sacro Cuore nel suo paese di Sale presso Tortona. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1960, i reduci del Val Brenta lo ricorderanno con una targa posta nel salone della casa madre della congregazione a Sale

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Luglio 2014 12:50
 
ELENCO ALPINI VALBRENTA
Scritto da Renato Ferrais   
Domenica 24 Marzo 2013 19:56

ELENCO ALPINI VALBRENTA

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Luglio 2015 06:36
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